Una strana, stranissima, inquietante storia.

Mai avrei pensato che un giorno mi sarei trovato nelle condizioni di raccontarvi quanto mi accingo a fare.  A discapito del mio modo di pensare e quindi d’essere sono qui a scrivervi di quella notte e degli strani fatti che con essa arrivarono.

Ma andiamo con ordine.

L’idea affascinante pensavo all’epoca, curiosa, sostengo oggi, era quella di fare una fotografia al crepuscolo ad una chiesa. Chiaramente abbandonata, chiaramente isolata.

A mia discolpa il fatto che di immagini, di notte, in luoghi più o meno abbandonati e inquietanti ne ho fatte un molte. Quindi fin qui nulla di sostanzialmente nuovo, direi.

Mai avrei pensato che questa volta tutto sarebbe stato così “diverso”.

Quanto possibile, e quel giorno lo è stato, tendo ad arrivare nei siti che voglio fotografare per tempo. Dato che serve, per appunto, avere  il tempo di sistemare luci e quanto necessario. La notte non aspetta nessuno. Il sole corre veloce verso l’orizzonte e occorre essere pronti per cogliere quei rapidi momenti in cui il cielo si dipinge di blu. E’ il crepuscolo.

Quel giorno non ero solo, mi faceva compagnia Mr. Periwinkle. Quando si ha a che fare con luci, flash da regolare e stativi da reggere è meglio essere in due. Tutto è più semplice, efficace e sicuro. Mr. Periwinkle è del mestiere, mi accompagna in queste imprese da anni e con poche parole tutto viene regolato a puntino.

Così è stato. In buon anticipo sul crepuscolo. 

Nonostante il sole fosse oramai oltre l’orizzonte la luce riverberata dalle nuvole era ancora intensa e lontana da quel bel tono blu che andavamo a cercare.

Il tempo c’era, la curiosità pure. E’ un attimo. Smonto la macchina fotografica dal cavalletto ed entro, baldanzoso direi, per alcune immagini degli interni.

Va detto che la chiesetta è composta da due ambienti: una sorta di sacrestia e la chiesa vera e propria con la sua singola navata e altare.

Ora, non pensate in grande, sbagliereste. E’ una piccola chiesa di campagna. Come tante. Questa fu realizzata per soddisfare l’irrefrenabile necessità di conforto spirituale di chi, lontano dalla città si gode il mare. Realizzata all’inizio del secolo per accogliere pochi fedeli. Pochi, si dice, ma buoni. Imperterriti aggiungo io. Fedeli, appunto.

Nonostante tutto sia ridotto ai minimi termini sul numero degli accessi non si sono risparmiati. Le cose sono state fatte per benino. Ciascuno dei due ambienti che costituiscono il manufatto avevano accesso diretto dall’esterno. Nulla di grandioso, intendiamoci. Allo stato attuale delle due porte originarie solo quella che garantiva l’accesso alla sacrestia è ancora aperta. L’altra è obliterata, perfettamente, solidamente murata. Impenetrabile.

Attraverso un passaggio interno i due ambienti sono poi resi comunicanti.

Non ci ho messo tanto a dire il vero. Una rapida ispezione dei due ambienti ed ero già impegnato nella realizzazione di alcune immagini. Veloce ed efficace.

Mr. Periwinkle, va detto, era fuori a sorvegliare l’attrezzatura. Non è mai entrato,  non si è mai spostato. E’ sempre rimasto fuori, lì, immobile. Ha tenuto perfettamente d’occhio, crediamogli, l’area circostante di quell’unico ingresso. Ricordatevi di questa circostanza. Così come tenete ben a mente che dentro, con me, non c’era nessuno e nessuno poteva accedere all’ambiente se non attraverso quell’unica porta.

La luce andava scemando velocemente. Appena sufficiente per muoversi in sicurezza senza l’ausilio di una luce ma non abbastanza per fotografare con tempi accettabili. L’ora blu era oramai prossima e io non volevo perdere il momento. Esco, raggiungo Mr. Periwinkle. E’ allora che per un attimo tutto si consuma. Volgendo lo sguardo a ritroso, ripercorrendo i miei passi, vedo una figura. Scura. In un attimo si muove, attraverso l’area antistante la porta, passando dalla sacrestia alla chiesa.

Tutto si ferma. Non capisco. Ho visto qualcosa che non aveva senso d’essere di cui ancora oggi non mi spiego la natura. Reagisco in una maniera strana. Lo ammetto. Chiedo a Mr. Periwinkle se anche lui ha visto e senza neppure attendere una sua risposta ero già impegnato nella realizzazione della foto che mi aveva portato li. Al resto avrei pensato dopo. L’ora blu non aspetta nessuno. Neppure gli spiriti.

Fatta la foto in un attimo eravamo lontani da quel posto. Con noi una buona immagine, spero, e molti, moltissimi pensieri …

Mr. Black.

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